L’Albania oggi va molto di moda e la sua cultura e i suoi sapori attirano l’interesse di molti turisti che prenotano voli verso l’ Aeroporto di Tirana (TIA) come un tempo li prenotavano per Bali o le Maldive. Ma se vi piacciono queste tradizioni e non volete comunque rinunciare alla bellezza dell’Italia provate a coniugare le due cose: come? Scegliendo una vacanza diversa, nelle tante comunità Arbëreshë del meridione italiano. Tra Sicilia e Molise sono tante le località “albanesi” da eleggere a proprio luogo di riposo e la bella notizia è che quasi tutte sono a pochi passi dal mare! Ve ne suggeriamo alcuni da prendere in considerazione. Ma prima di tutto, vi raccontiamo chi sono gli Arbëreshë.
I profughi albanesi che hanno costruito l’Italia
Le comunità Arbëreshë, o italo-albanesi, arrivarono in diversi momenti della storia ma tutte accomunate dalla stessa sorte: quella dei profughi! Le prime “ondate migratorie” dall’Albania raggiunsero l’Italia nel XV secolo, dopo la morte dell’eroe Scanderberg e la conquista della terra da parte dei nemici turchi. Altre ondate di migranti albanesi si ebbero nel XVIII secolo, poi agli inizi del XX secolo e infine negli anni Sessanta e Novanta.
Di solito questi profughi raggiungevano le comunità che parlavano la loro stessa lingua ed ecco perché queste “sacche” di tradizione albanese si sono preservate nel tempo, sebbene circondate dalla cultura italiana. Ed è anche grazie agli Arbëreshë e alla loro determinazione e bravura come artigiani se molte attività economiche italiane non sono andate perdute. Abbiamo un debito con loro. Oggi molte cittadine italo-albanesi vivono di turismo, perché conservano tradizioni tutte loro che le rendono uniche e affascinanti. Volete visitarne alcune?
Arbëreshë di Sicilia
Atterrando all’ Aeroporto di Palermo (PMO) si raggiunge in pochi minuti di viaggio la località di Piana degli Albanesi. Questo comune porta nel nome già la propria storia Arbëreshë e ha mantenuto nel centro storico medievale tutti i sapori di questa cultura: le chiese come la cattedrale, San Giorgio Megalomartire, l’Odigitria, Sant’Antonio il Grande, la Sclizza sono solo alcune testimonianze… insieme a molti nomi di strade dedicate a santi ed eroi albanesi. Le fontane sono un altro punto di orgoglio dell’itinerario di Piana (ce ne sono almeno una ventina di rara bellezza) così come il sito archeologico di Pirama e il lago di Piana. Non lontano da questa cittadina sorge Portella della Ginestra, legata a un drammatico eccidio contro i contadini, nell’immediato secondo dopoguerra.
Piana degli Albanesi si trova a meno di un’ora di viaggio, in macchina, da spiagge stupende come Balestrate e Scopello.
Calabria, regno degli Arbëreshë
La Calabria è la regione con più centri di cultura Arbëreshë in assoluto, per quanto riguarda l’Italia. Sono decine i piccoli borghi situati sugli Appennini locali che richiamano queste tradizioni albanesi. Tra tanti, due meritano l’attenzione di turisti appassionati di sapere: Lungro e Civita. Per raggiungerli, si deve atterrare all’ Aeroporto di Lamezia (SUF) e poi affittare un veicolo con autista che sappia ben muoversi sulle difficili strade locali. I borghi di cui vi parliamo distano circa un’ora dall’aeroporto (123 km).
Lungro è la “capitale spirituale” degli albanesi d’Italia. Situata in provincia di Cosenza, ospita la sede dell’Eparchia Bizantina, ovvero il centro unico di riferimento per tutte le comunità albanesi d’Italia continentale che hanno mantenuto questo rito religioso. La zona più affascinante è il centro medievale, il Kastjeli, dove sorgono molte delle chiese e cappelle del paese… le quali, se dall’esterno non vi daranno soddisfazione, internamente sono meravigliose. A un’ora di macchina da Lungro si aprono le spiagge di Diamante, sulla costa tirrenica calabrese.
Bisogna guidare per mezz’ora da Lungro, verso est, per trovare la piccola Civita. Anche questa è una bellissima realtà Arbëreshë e se farete base qui potrete spostarvi comodamente verso la costa ionica di Marina di Sìbari, 25 km più giù. Civita è essa stessa un monumento, con i vicoli, le scalinate e gli archi di pietra che adornano casette antiche e silenziose. Dietro le facciate austere delle chiese spesso si nascondono icone e ori di rara bellezza. Le Gole di Raganello e il Parco del Pollino sono le aree naturali da non perdere.
Tra Basilicata e Puglia
In Basilicata sono tre i centri Arbëreshë che vale la pena considerare per un tour culturale. Due, San Costantino Albanese e San Paolo Albanese, si trovano nel cuore del verde Parco del Pollino ma abbastanza lontani dal mare. Il più piccolo, Maschito, in provincia di Potenza, si trova quasi al confine con la Puglia e, precisamente, a due ore di macchina da Chièuti (Foggia), altro centro albanese ma… provvisto di spiaggia da sogno!
Facendo base a Maschito potrete ammirare un paesino che sembra un presepe, tranquillo e discreto sulla cima dei monti lucani. Le sue chiesette e gli antichi palazzi si rincorrono tra vicoli di pietre grezze e piccole case medievali. In alternativa, potreste direttamente prenotare a Chièuti, il cui centro storico da solo è già un monumento da ammirare. A soli 9 km dal centro storico si apre la splendida costa di Termoli con la spiaggia di Marina di Chièuti.
Gli aeroporti di riferimento sono quello regionale di Foggia e l’ Aeroporto di Bari (BRI).
Chi sono i “greci” del Molise?
In Molise, così come nella vicina Campania, gli albanesi Arbëreshë vengono chiamati “i greci”. Molti paesini portano anche questa indicazione nel nome ma si tratta, comunque, di comunità di cultura albanese.
In provincia di Campobasso, sulla stessa linea che va dalle colline al mare, si susseguono i borghi di Ururi, Portocannone e Campomarino. Potrete sceglierne uno qualsiasi come base, perché il mare di Termoli dista appena 28 km, che si coprono in mezz’ora di macchina. Le testimonianze albanesi in questi paesini sono nelle chiese, come sempre modeste all’esterno e ricchissime dentro, ma anche nel suono dei nomi delle vie e nella gastronomia.
Per raggiungere queste località dei “greci del Molise”, potrete atterrare a Pescara (PSR) o a Bari e spostarvi con un mezzo di trasporto privato, guidato da un autista professionista. Vivrete così itinerari naturali e culturali, a pochi passi dal mare, per una vacanza speciale che davvero non è per tutti.
Sarete sempre i benvenuti
L’ospitalità tipica Arbëreshë è una delle tradizioni più importanti delle comunità di origine albanese presenti in Italia. Accogliere un ospite significa dimostrare rispetto, generosità e affetto, valori tramandati di generazione in generazione.
Nelle famiglie albanesi, il visitatore viene spesso accolto con calore e invitato a condividere il cibo e i momenti della vita quotidiana. La tavola occupa un ruolo centrale: vengono preparati piatti tradizionali, accompagnati da prodotti locali e, in alcune occasioni, da vino fatto in casa. L’ospite viene considerato quasi come un membro della famiglia e si cerca di farlo sentire a proprio agio, anche quando è una persona incontrata per la prima volta. Questa forma di ospitalità riflette l’importanza della comunità e della solidarietà nella cultura arbëreshe. Ancora oggi, durante feste, celebrazioni religiose e ricorrenze, l’accoglienza permette di mantenere viva l’identità culturale, insieme alla lingua, ai costumi e alle antiche tradizioni albanesi.
