Alicudi e Filicudi: vieni a scoprire le “gemelle lontane” | Blog dei Viaggi Transfeero

Alicudi e Filicudi: vieni a scoprire le “gemelle lontane”

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Alicudi e Filicudi – le più piccole, le più selvagge e le più distanti delle sette isole Eolie  – sono come due “gemelle”. Gemelle diverse, lontane, ma unite sia dalla posizione geografica che dalla bellezza del loro territorio, molto poco abitato e duro da vivere. E forse proprio per questo stupendo. Qui sembra davvero di essere su altri pianeti, distanti anni luce dal resto delle terre emerse. Ma soprattutto qui non arriva il turismo feroce, fatto di folle senza criterio che cercano solo “selfie” e cibo, tra una tintarella e l’altra. Qui si viene per vivere le isole, viverle veramente (sacrifici inclusi), e non per divertirsi sotto il sole e basta. Già il viaggio per raggiungerle non è semplice: sia atterrando a Palermo (aeroporto Falcone&Borsellino), sia atterrando a Fontanarossa Catania, bisogna mettersi in autostrada e raggiungere il porto di Milazzo (Messina) dal quale partono gli aliscafi e i traghetti diretti verso queste isole.

Lontane da tutto: anche dalle escursioni

La più lontana delle due è Alicudi, isoletta di origine vulcanica sebbene oggi non pericolosa, abitata soltanto sul versante meridionale. Filicudi (da Phoenicuss, palma nana) si trova a poca distanza da Alicudi, più vicina alle altre isole sorelle e ricca di vegetazione, in particolare di palme, ma anche più popolata. Nonostante la incredibile bellezza di queste isole, vengono tagliate fuori da qualsiasi itinerario turistico. Nemmeno le escursioni organizzate dai tour operator – che pure sgomitano in estate per accaparrarsi clienti da portare alle Eolie partendo da Messina, Taormina e Catania – considerano queste due isole tra i loro pacchetti viaggio. Se vorrete vedere Alicudi e Filicudi dovrete quindi prendere un normale aliscafo del servizio pubblico e recarvi alle isole da soli, studiando bene i tempi di permanenza e di ritorno.

Filicudi: l’isola dei tramonti e dei relitti

Arrivando da Milazzo, Filicudi è la penultima isola dell’arcipelago delle Eolie. Molto distante da Salina e le altre, vi accoglierà con il porticciolo di Filicudi Porto, sulla costa nord-orientale; insieme al molo di Pecorini a Mare (sulla costa opposta) è l’unico approdo, sebbene entrambi siano forniti di pochissimi servizi e ancor meno comodità.

Filicudi è famosa per le sue macchie di vegetazione selvatica. Come detto, qui crescono bellissime palme nane ma anche ginestre, capperi, lentisco e ulivo abitati periodicamente dagli uccelli migratori e dai grandi rapaci. Gli abitanti vivono tra Filicudi Porto, Valdichiesa, Pecorini e Pecorini a Mare. Altre contrade minori sono disseminate sul piccolo territorio ricco di campi coltivati.

L’isola offre un punto spettacolare per ammirare i tramonti. Punta Stimpagnato è il posto ideale in cui concludere una giornata filicudara, magari con dell’ottima frutta in mano, un bel calice di vino, in attesa che il sole diventi un disco rosso fuoco che galleggia sul mare. Filicudi, però, vanta anche diversi siti archeologici, sia emersi (Capo Graziano e Filobraccio) che… sommersi! Quattro relitti di navi di epoca Romana e Medievale giacciono, infatti, nei bellissimi fondali. Le spiagge più famose dell’isola, se vorrete godervi un po’ di mare, sono Le Punte, Brigantini, Punta Perciato e la spiaggia del Porto.

Alicudi: l’isola senza strade

È lei l’isola più lontana in assoluto, Alicudi – nome derivato dal greco Ericussa o Arcussa (isola dell’edera). Da lontano sembra uno scoglio arido e brutto, ma la magia si capisce solo sbarcando sul versante meridionale, unico luogo in cui l’uomo ha potuto mettere radici (a nord, infatti, i forti venti e le mareggiate rendono quasi impossibile ogni attività umana).

Una volta sbarcati ad Alicudi Porto vi troverete davanti una scalinata e qualche asino. Perché, reggetevi forte… qui non esistono le strade! E quindi nemmeno le macchine. Non ci sono neppure i numeri civici e ogni edificio si riconosce dal numero di gradini che lo separa dal porto. Dove abiti? Al ventesimo gradino! Dove si trova il B&B? Al duecentodiciottesimo gradino! Siate quindi pronti a camminare, a faticare, a sudare oppure a saltellare in groppa ad un asinello – fino a destinazione.

In cambio, vivrete emozioni speciali e visioni uniche. Ad Alicudi fioriscono capperi e ginestre, fiori selvatici e limoni, tra caprette, conigli, aironi, fenicotteri e rapaci. L’unico centro abitato è il villaggio di Alicudi Porto, suddiviso in 12 “contrade”. La più alta è Contrada Montagna, situata quasi in cima al vulcano spento (370 metri sul mare). I monumenti di Alicudi, al di là delle tre chiesine del villaggio, sono formazioni rocciose scolpite dagli elementi naturali. Cercate nomi come: Scoglio Perciato, Scoglio Palumba, Scoglio Galera. Ognuna di queste località corrisponde anche ad una spiaggia selvaggia e bellissima, ma se cercate lidi con un minimo di servizi andate invece a fare il bagno al Porto o a Bazzina.

Sai che le donne possono volare ad Alicudi…?

Le due “gemelle lontane” delle Eolie vivono immerse in un’aura di mistero che dal passato arriva ai giorni nostri. Miti e leggende serpeggiano su queste terre isolate da secoli e non sono ancora state soppiantate dalla modernità. Il fascino di fantasmi e sirene si intreccia ai racconti delle streghe. Perché… ad Alicudi ci sono le streghe, sapete?

Qui le chiamano mahàre, cioè “maghe”. Sono donne che escono di notte per compiere incantesimi di cura o di malocchio. Se l’isola è in difficoltà, le mahàre escono “volando” e quando tornano hanno provviste e beni di prima necessità per tutti gli abitanti. Associati alle mahàre ci sono i “tagliatori del vento”: questo rituale antico si tramanda tra i pescatori locali, ed è una invocazione a metà tra cristianesimo e paganesimo, da recitare agitando un coltello verso il cielo: così si tagliano (si fermano) i venti di mare e le trombe d’aria!

Anche Filicudi ha le sue leggende. Per esempio, nel cuore della Grotta del Bue Marino … dove la luce della luna incontra l’acqua del mare… pare si agitino fantasmi. E nessuno crede che siano solo i riflessi del movimento delle alghe sotto le onde, perché gli abitanti giurano di aver visto davvero strani spiriti là dentro! Una leggenda più simpatica, qui, spiega il perché gli uomini filicudari siano tanto bravi con la musica e il canto: pare che in passato ci fossero, in zona Zucco Grande, alcune delle donne più brutte del mondo! La sfida tra gli uomini del posto era quella di far innamorare queste “bruttone” di uno di loro… da cui la “battaglia” a colpi di serenate, per secoli!

Come non innamorarsi di questi mondi misteriosi e lontani, anche a costo di sacrificare la movida sulle spiagge più trendy delle “altre” Eolie?

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Scritto da

Grazia Musumeci

Born in Catania, I have a PhD in Foreign Languages ​​and have been working as a translator, web writer, and web data/content editor in the publishing and tourism sectors since 1999. In addition to Italian, I speak fluent English (advanced level) and have a good knowledge of French and Spanish. I also have a quite good knowledge of German. In my spare time, I enjoy writing, taking photos and ...trying to learn Arabic!

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