"False isole": prenota una vacanza per scoprirle | Blog dei Viaggi Transfeero

“False isole”: prenota una vacanza per scoprirle

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Esistono nel mondo località che danno una falsa immagine di sé. Le “false isole” per esempio. Si tratta proprio di isole che… non sono isole, o che lo sono state, oppure che lo sono ancora pur non sembrandolo. La mente viaggia veloce e si confonde, ma è tutto molto più semplice di quanto non appaia. Sono luoghi bellissimi e unici, da scoprire e vivere, magari con una bella vacanza da prenotare per tempo. Vi portiamo in Francia, in Italia e nel lontano Perù. Pronti a partire? Mettete in valigia tutta la curiosità e andiamo!

Ci sono isole e isole …

Le isole, si sa, sono tante e di diverse tipologie. Queste porzioni di terra completamente circondate dall’acqua possono avere origini, forme e caratteristiche molto diverse tra loro. Dalle piccole isole rocciose fino ai grandi territori insulari abitati da milioni di persone… gli studiosi le classificano soprattutto in base alla loro origine geologica.

Un primo grande gruppo è quello delle isole continentali. Un esempio è l’isola della Groenlandia, considerata la più grande isola del mondo, oppure il Madagascar, che si è staccata dal continente africano milioni di anni fa, o ancora l’Australia. Un altro tipo importante sono le isole vulcaniche, nate dall’attività dei vulcani sottomarini: quando il magma fuoriesce dal fondo dell’oceano e si accumula, può formare montagne che emergono dall’acqua. Fanno parte di questo gruppo molte isole come le Hawaii, l’Islanda, l’arcipelago dell’Indonesia ma anche le europee Sicilia e Canarie.

Esistono poi le isole coralline, create dall’accumulo degli scheletri di piccoli organismi marini chiamati coralli, e le isole fluviali, che si formano nei fiumi quando i sedimenti trasportati dall’acqua si accumulano creando nuove terre emerse. Esistono anche isole artificiali, costruite dall’uomo per ampliare città, creare porti o realizzare nuove infrastrutture. Ma allora cosa si intende per “false isole”?

Mont Saint-Michel: isola a maree alterne

Mont Saint-Michel  è oggi un minuscolo comune francese (appena 34 residenti!) situato nel cuore del golfo di Saint-Malo. Anticamente (primo medioevo) era un’abbazia costruita sulle rovine di un tempio celtico dedicato al dio Beleno.

Ai tempi dei Celti, questa zona era ancora foresta… oggi è una spianata immensa di sabbia che combatte con il mare a periodi alterni, a seconda delle maree. Di fatto si tratta di un isolotto roccioso, normalmente circondato dall’acqua dell’Oceano Atlantico ma, per lunghi periodi, quando le grandi maree si ritirano, l’isola rimane all’asciutto ed è quindi raggiungibile a piedi o in macchina, tramite una strada di collegamento. Il borgo che sorge sull’isolotto è tipicamente medievale e oggi quasi totalmente frequentato da turisti. Mont Saint-Michel attira curiosi da ogni parte del mondo e tanti sfidano la sorte accampandosi proprio ai piedi dell’ “isola-non isola”; errore rischioso perché non sono pochi i casi in cui la marea, salendo all’improvviso, ha trascinato via i campeggiatori. D’altronde le maree, insieme ai tesori dell’antica abbazia, sono i “monumenti” principali del paesino ed è naturale che i turisti vogliano viverle pienamente. Noi suggeriamo sempre di affidarsi ad una guida e di ascoltare i suoi consigli, senza fare di testa propria.

Mont Saint-Michel si raggiunge atterrando all’ aeroporto di Nantes (NTE) e proseguendo con i collegamenti pubblici o con i transfer con autista dedicati. Alcuni atterrano a Parigi De Gaulle (CDG) per prendere poi le coincidenze nazionali verso Nantes.

 

La ex isola italiana di Argentario

 

In Toscana, lungo la costa di Grosseto, si impone il grande Monte Argentario. Raggiungerlo è facilissimo, ben due strade lo collegano alla spiaggia di Orbetello… eppure questo luogo è stato un’isola per moltissimi secoli!

Data la sua vicinanza alla terraferma, però, e dato l’angusto stretto che separava l’isola dalla costa, il costante accumulo di banchi di sabbia e detriti alluvionali ha formato due lingue di terra che di fatto oggi lo hanno trasformato in un “semplice” promontorio costiero. Le due strade che sono state costruite su queste lingue (la Giannella e la Feniglia) favoriscono il viavai di turisti verso i borghi che formano il Comune Diffuso dell’Argentario (11.000 persone). Una volta sul posto, sicuramente dovrete visitare Porto Santo Stefano – a nord – e Porto Ercole, situato a sud. Sono i due centri più importanti e in particolare Porto Ercole è il luogo in cui morì il grande pittore seicentesco Caravaggio. Da visitare Bastione Santa Barbara, Forte Filippo, il Forte Stella e la laguna di Orbetello con i suoi mulini a vento.

Per arrivare all’Argentario, potrete atterrare sia all’ aeroporto di Firenze (FLR) che a quello di Roma Fiumicino (FCO) dato che sono esattamente equidistanti, a circa 160 km. Da entrambi gli scali partono facili collegamenti pubblici (treni, bus) e transfer privati.

 

Ma le Isole Galleggianti del lago Titicaca esistono davvero?

 

In Perù c’è uno dei laghi più grandi del mondo: il lago Titicaca. I discendenti di alcune tribù indie abitano tutt’ora sulle isole che costellano questo enorme “mare interno” … soltanto che queste isole, in realtà, non esistono!

O meglio … esistono perché le ha create l’abilità dell’uomo! Le Islas Flotantes (isole galleggianti) sono infatti un gigantesco intreccio di rami di Totòra (Schoenoplectus californicus), una pianta acquatica che si sviluppa sopra e sotto la superficie formando grandi distese di canneti, sia lungo le rive sia nelle zone poco profonde del lago. Grazie agli steli lunghi, resistenti e leggeri, si presta a essere usata per molti scopi e da secoli la tribù degli Uros costruisce con essa le proprie “case galleggianti”. Intrecciando steli e radici, formano degli isolotti artificiali compatti e resistenti che possono reggere il peso delle loro capanne, dei negozi e anche delle barche che utilizzano per pescare.

Oltre al suo valore culturale, la totora svolge un ruolo importante nell’ambiente del Titicaca. Le sue radici contribuiscono a stabilizzare i fondali e offrono rifugio a numerose specie di pesci e uccelli acquatici. La pianta aiuta inoltre a mantenere l’equilibrio dell’ecosistema filtrando alcune sostanze presenti nell’acqua.

Per ammirare queste meraviglie, il percorso è un po’ più complesso per un turista medio. Gli amanti dell’avventura affrontano ore e ore di macchina o di autobus nella foresta, ma se non appartenete a questa categoria forse preferireste atterrare al comodo e piccolo aeroporto di Inca Manco Capàc (che serve Puno, cittadina di riferimento del lago). Questo scalo si raggiunge con coincidenze che partono dagli aeroporti di Lima o di Cuzco (CUZ).

Aeroporti nelle vicinanze

Written by

Grazia Musumeci

Born in Catania, I have a PhD in Foreign Languages ​​and have been working as a translator, web writer, and web data/content editor in the publishing and tourism sectors since 1999. In addition to Italian, I speak fluent English (advanced level) and have a good knowledge of French and Spanish. I also have a quite good knowledge of German. In my spare time, I enjoy writing, taking photos and ...trying to learn Arabic!

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