La Tunisia nasconde tesori. E non sempre sono i tesori che ti aspetteresti. Se hai visto tutto della meravigliosa Tunisi, di Susa, di Gerba, se hai già assaporato la magia del deserto, concediti una scoperta unica: quella di un lago enorme … che però non c’è! Si tratta del grande lago Chott el Jerid, che si apre nel cuore della nazione e che è in realtà un lago salato, quasi sempre in secca, con la superficie coperta di cristalli colorati bellissimi. Si riempie d’acqua soltanto a periodi, quando le piogge intense di passaggio riversano torrenti e fiumi nel suo bacino per breve tempo, regalando panorami diversi e affascinanti. Ammirarlo, almeno una volta nella vita, è davvero una buona idea.
Come si arriva al lago Chott el Jerid?
Il lago è servito da un piccolo aeroporto regionale, Tozeur-Nefta (che si raggiunge con coincidenze nazionali in partenza dall’Aeroporto di Tunisi – TUN), ma è raggiungibile con poche ore di macchina se atterrate direttamente allo scalo internazionale di Gerba (DJE). Con un trasporto privato gestito da compagnie esperte come Transfeero, in circa tre ore potete arrivare da Gerba a Kèbili, l’oasi abitata che si affaccia su Chott el Jerid. O raggiungere l’altro centro turistico della regione, Doùz. Da Doùz parte una strada sopraelevata che taglia tutto il lago arrivando fino alla sponda opposta, dove sorge l’aeroporto locale.
Chott el Jerid: il “lago che non c’è”
Il lago Chott el Jerid è leggermente sopraelevato, si trova infatti a circa 25 metri sul livello del mare, nella parte centrale della Tunisia, al confine con il deserto. Largo 20 km e lungo 250, è una vasta distesa salina che risente del clima del vicino Sahara.
L’ambiente è in apparenza inospitale perché la temperatura può raggiungere e superare i 50 gradi, soprattutto in estate quando proprio a causa del calore l’acqua evapora e il lago… scompare. Nel cuore dell’inverno, cioè tra gennaio e febbraio, le piogge intense dell’entroterra alimentano i torrenti che riversano le loro acque nel lago tramutando totalmente il suo aspetto. Infatti la forma cambia a seconda della quantità d’acqua che riceve e a seconda dell’utilizzo per l’irrigazione che ne fanno i coltivatori della regione.
Se pieno d’acqua ha il fascino di un grande lago africano, quando è a secco il Chott el Jerid comunque attira l’attenzione dei turisti. Infatti, i cristalli di sale esposti al sole assumono colorazioni diverse che spaziano dal rosso, al rosato, al giallo e al bianco candido. La loro disposizione sul fondale forma dei veri e propri disegni che lasciano senza fiato! Anche se lo spettacolo più bello il Chott el Jerid lo offre in primavera, quando i fenicotteri rosa vengono a nidificare sulle sponde, in autunno merita comunque di essere ammirato.
Cosa visitare nei dintorni
Intorno al lago Chott el Jerid sorgono centri abitati che sono di fatto oasi urbanizzate. Nate al centro di palmeti circondati dal deserto, le cittadine di Kèbili, Doùz, Tozeur sanno come intrattenere gli ospiti avventurosi che si spingono fin qui per ammirare questo gioiello naturale.
Tozeur, con i suoi 44.000 abitanti, è la città più grande e non a caso è considerata “la capitale del lago”. Vi accoglie con un viale dominato da un cavallo alato e vi mostra monumenti come la torre di Habib Bourgiba, i mosaici della Antica Medina, i palazzi di Piazza Palestina. Le porte intarsiate delle case del centro storico sono un vero spettacolo d’arte!
Kèbili è la “porta del deserto” sebbene anche essa si affacci sul lago. Da qui partono molti tour diretti al Sahara e la sabbia è ovunque per le vie del centro. I mercati della Kasbah, le moschee e il villaggio fortificato di Ksar Haddada sono le tappe del tour di questo centro circondato dalle palme. Se Kèbili è la porta del deserto, Doùz si trova già dentro le prime lingue di sabbia del Sahara. Il Museo del Sahara infatti racconta la storia di questa oasi legata alle sorti del gran deserto. Anche da Doùz si parte alla scoperta delle vie dei nomadi, a meno che non si voglia rimanere in paese visitando il mercato nelle tende, la moschea e i ranch dove è possibile cavalcare i dromedari.
A poca distanza dal lago, alcuni chilometri più a sud di Doùz, sorge anche il Parco Nazionale di Jebil, luogo di dune rosse, di tende beduine e di favolosi animali da ammirare.
