Linosa: l'isola dei vulcani e delle tartarughe | Blog dei Viaggi Transfeero

Linosa: l’isola dei vulcani e delle tartarughe

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Linosa è l’isola delle tartarughe e della natura selvaggia. E forse è bene che resti così. Allora perché promuoverla per il turismo? Perché magari il turismo deve abituarsi a rispettare la natura nella quale si immerge e per imparare a farlo dovrebbe iniziare a visitare, seguendo regole ben precise, località come quest’isola. Iniziare a guardare la natura con occhi di ammirazione e non con desiderio di sfruttamento sarà sempre più fondamentale per l’industria turistica del futuro. Linosa – e le altre piccole isole incontaminate come lei – sono un ottimo banco di prova.

Come si arriva?

A Linosa si arriva atterrando direttamente all’ Aeroporto di Lampedusa (LMP) o tramite coincidenze nazionali dopo essere atterrati agli scali di Palermo (PMO) o Catania (CTA). Da Lampedusa, poi, si prende il traghetto per Linosa. Se avete tempo e voglia di relax, potete anche imbarcarvi direttamente da Agrigento (Porto Empedocle), che dista circa due ore sia da Palermo che da Catania.

Linosa e i suoi vulcani

In realtà, a Linosa i vulcani non ci sono più. Di fatto sono estinti ma le loro bocche sono ancora ben evidenti e spettacolari, con i loro colori vivi e i fianchi ripidi. Nel Pleistocene, un unico asse di eruzioni vulcaniche ha generato l’arcipelago di Lampedusa e l’isola di Pantelleria e di quel periodo restano tracce di attività lavica attraverso fossili ben definiti.

I crateri vulcanici sono tutt’ora i “monumenti” più importanti e belli di Linosa. Il cratere Fossa del Cappellano si trova al centro dell’isola ed è oggi una grande conca di 600 m di diametro fittamente coltivata. Intorno si aprono le bocche di Vulcano (195 m di diametro), Monte Rosso (186 m) e soprattutto il Monte Nero (107 m) che, contrariamente al nome, mostra strati di roccia dai colori variopinti che si affacciano sul mare, creando uno scenario spettacolare. Esiste anche una bocca più piccola detta “il Craterino” con un diametro di 50 m alle pendici del Monte Nero.

Segreti sommersi …

I monumenti più misteriosi di Linosa si trovano sotto l’azzurro del suo pulitissimo mare. Si tratta di migliaia di reperti archeologici rimasti dai tanti naufragi che si sono susseguiti su queste coste nei secoli, dal tempo dei Romani fino alla II Guerra Mondiale.
Tra i ritrovamenti più significativi vi sono anfore, ancore in pietra e in metallo, ceramiche e resti appartenenti a diverse epoche storiche. Questi reperti raccontano il passaggio di mercanti e navigatori che attraversavano il Canale di Sicilia. Lo studio e la tutela di questo patrimonio sommerso consentono di ricostruire la storia dell’isola e delle rotte marittime del passato. Gli appassionati di immersioni amano esplorare questi fondali sebbene la maggior parte dei reperti possono essere avvicinati soltanto da esperti archeologi.

Itinerari turistici sull’isola

Nonostante le sue dimensioni ridotte, Linosa offre numerose attrazioni che conquistano i visitatori grazie alla loro autenticità. Quel che si chiede al turista è di vivere questi itinerari con discrezione e rispetto per la vita semplice dell’isola e per la natura. Uno dei luoghi più affascinanti è il porto, con le tipiche case colorate che si affacciano sul lungomare a ridosso di un centro abitato raccolto e intimo: negozietti, bar e ristoranti sono tutti a misura d’uomo. Rispettate i ritmi della gente del posto, ritardi inclusi, senza lamentarvi troppo!

Se volete ammirare Linosa dall’alto, salite al belvedere di Monte Vulcano. Potrete godere di una vista spettacolare tra vigneti, crateri e l’orizzonte blu del Mediterraneo.

Fare il bagno qui è possibile, adattandosi alle calette sassose e rispettando le transenne che delimitano i nidi di tartarughe Caretta Caretta negli angoli sabbiosi (come la spiaggia nera di Pozzolana di Ponente). Luogo ideale per i turisti è la Piscina Naturale, una delle baie più belle dell’isola. Qui l’acqua è incredibilmente limpida e assume sfumature che vanno dal turchese al blu intenso. È il luogo ideale per fare il bagno, rilassarsi al sole oppure praticare immersioni per ammirare i reperti sommersi ma anche le tante grotte e falesie vulcaniche che si estendono sotto l’acqua.

Lungo il percorso del vostro itinerario, le degustazioni sono d’obbligo. A Linosa, come a Lampedusa, le ricette sono a base di pesce fresco, capperi, lenticchie coltivate sull’isola e olio extravergine d’oliva. Il cous-cous di pesce è da provare… accompagnato da ottimi vini bianchi locali.

Linosa e… le altre

Linosa fa parte integrante del piccolo arcipelago di Lampedusa, detto delle Isole Pelagie. Delle tre, la più grande e popolosa è proprio Lampedusa, mentre la piccolissima Lampione è disabitata. L’arcipelago, in Europa, è famoso per il triste primato di sbarchi di migranti provenienti dall’Africa che ogni giorno riempie le cronache ma, nonostante tutto, rimane una delle mete preferite da molti turisti. Lampedusa, naturalmente, attira la maggior parte dei visitatori.

Non soltanto è l’isola più grande ma è anche la più fornita di negozi e servizi. I viaggiatori la prendono d’assalto per via delle sue spiagge esotiche: Cala dei Conigli è la più famosa -affacciata sulla famosa isoletta omonima, ma sono altrettanto affascinanti anche Cala Croce, Cala Francese, Cala Pulcino, Cala Galera, Guitgia e Porto ‘Ntoni. Tra i monumenti dell’isola, spicca quello che l’artista Domenico Palladino ha realizzato in memoria dei tanti migranti dispersi in mare: “Porta d’Europa”, inaugurata il 28 giugno 2008 in località Punta Cavallo Bianco, è una scultura in ceramica e ferro, alta cinque metri e larga tre, che con il suo colore bianco riflette i raggi sia del sole che della luna. Gli amanti della natura potranno visitare anche il centro di recupero delle tartarughe Caretta Caretta dove vengono curate queste creaturine in caso di ferimento o disorientamento.

L’isola di Lampione è la più piccola e possiede un grande valore naturalistico, poiché fa parte dell’ Area Marina Protetta delle Isole Pelagie  . Le acque che la circondano sono limpide e ricche di fauna marina, tra cui cernie, barracuda, tartarughe marine e numerose specie di pesci. L’isola è anche uno dei pochi luoghi del Mediterraneo dove è possibile avvistare la rara foca monaca, specie protetta e molto difficile da osservare. Lampione però non si può visitare senza uno specifico permesso e senza essere accompagnati da una guida del posto. Proprio per preservarne l’ecosistema delicato e la conservazione di habitat unici e preziosi. Informatevi a riguardo presso il vostro hotel o presso i tour operator con cui organizzate le escursioni.

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Written by

Grazia Musumeci

Born in Catania, I have a PhD in Foreign Languages ​​and have been working as a translator, web writer, and web data/content editor in the publishing and tourism sectors since 1999. In addition to Italian, I speak fluent English (advanced level) and have a good knowledge of French and Spanish. I also have a quite good knowledge of German. In my spare time, I enjoy writing, taking photos and ...trying to learn Arabic!

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