Sciare a Sankt Anton: un'esperienza da film

Sankt Anton am Arlkberg: sciare sul set di un film

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Quando prenotate una vacanza a Sankt Anton am Arlberg, sulle Alpi Tirolesi austriache, non state soltanto calpestando la neve di uno dei resort turistici più belli del centro Europa, ma state letteralmente passeggiando… e sciando… dentro la storia. A Sankt Anton si scivola sulla neve da sempre. La tradizione degli sport d’inverno, qui, è talmente antica che fu solo grazie agli immigrati partiti da questa cittadina verso l’America se gli Stati Uniti impararono ad amare questo sport nel XIX secolo. Sankt Anton esporta sci, insomma! Quindi vivere la vostra settimana bianca qui è come assimilare lo spirito autentico della disciplina. E poco importa se la Svizzera e lo stesso Canada nel frattempo hanno rubato lo scettro di “poli sciistici” all’Austria: qui, Sankt Anton resta un tempio!

 

Sankt Anton – paradiso accessibile

 

Situata a soli 110 km dall’ Aeroporto di Innsbruck (INN) e a circa due ore di viaggio da almeno altri cinque scali europei tra cui Zurigo (ZRH), la località di Sankt Anton am Arlberg è accessibilissima. Ottime strade a scorrimento veloce consentono di arrivare in macchina senza stress ed è attivo un servizio continuo di taxi e auto private, raddoppiato in inverno, che offre ogni confort al viaggiatore – singolo o in gruppo. Sankt Anton è servito anche da una linea ferroviaria con stazione diretta ben collegata alle piste.

 

Dove e come sciare a Sankt Anton

 

Alle piste si accede tramite le nuovissime funivie situate fuori dall’abitato, a oriente e a occidente. Ad ovest, un sistema di ascensori permette di raggiungere direttamente le cabine in alto, regalando ai turisti un panorama spettacolare man mano che si sale. La funivia occidentale consente di raggiungere le piste del Galzig fino alle cime Schindler e Valluga. Da est invece parte la funivia del Nasserein che porta alle piste collegate alle cime di Kapall. Appena sopra l’abitato si trova invece la pista di Steissbachtal, più “mondana” e ricca di servizi a portata di mano.

Le montagne intorno a Sankt Anton offrono piste magnifiche, anche con 1.500 metri di dislivello, ma la possibilità di praticare sport invernali qui è aperta davvero a tutti. Il 43% delle piste sono blu, ovvero per principianti e famiglie con bambini e si trovano nella zona di Rendl e Galzig. I più esperti si misureranno sul 41% di piste del tipo “rosso” sempre tra Rendl e Galzig, mentre solo pochi campioni affronteranno le piste “nere” (il 16%) che si trovano un po’ ovunque ma soprattutto sulla linea Valluga-Nordabfahrt.

Gli appassionati della “powder”, la polvere di neve morbidissima, avranno a disposizione 200 km di discesa su tracciato fresco tra Rendl, Valluga e Gampen. A Gampen si può anche praticare lo slittino mentre tra Verwall e Sankt Christoph si trovano i migliori percorsi di sci di fondo. Invece gli amanti del fuoripista estremo potranno godersi la libertà a Schindlerkar, Nordabfahrt, Mattun e Zürs.

 

Un set cinematografico

 

Sankt Anton è la “Hollywood della Neve”! Qui infatti vengono ambientati film a tema, o anche solo film avventurosi, fin dagli anni Trenta del secolo scorso. Molte pellicole tedesche e austriache hanno avuto come set queste piste e questi monti, alcune come The White Extasy (1931) hanno contribuito a far crescere la fama mondiale del luogo. Anche Robert Redford e Gene Hackman hanno sciato qui, protagonisti del film Downhill Racer (1969). Sempre a Santk Anton fu girato Chalet Girl (2011) con Felicity Jones.

 

Qui si fa turismo fin dal 1300

 

Non lontano da Sankt Anton sorge St. Christoph am Arlberg. Questo borgo ospita anche esso alcune piste da sci, specie quelle facili per i meno esperti, ma nasconde anche una storia preziosa. Pare infatti che tutta l’industria sciistica e turistica dello Arlberg abbia avuto origine proprio qui.

Narra la tradizione locale che nel XIV secolo le vie che attraversavano questi boschi e questi pascoli erano molto frequentate perché collegavano il Tirolo con il Vorarlberg. Fu un umile pastore, il signor Heinrich Findelkind, a intuire le potenzialità di questo “traffico umano”: costruì un ospizio per i viandanti che di fatto divenne il primo punto di accoglienza per “turisti” della zona.

Insomma, se oggi si può sciare e divertirsi un mondo a Sankt Anton e in tutta la regione dell’Arlberg lo si deve proprio a questo accogliente abitante vissuto settecento anni fa!

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