Sicilia: vivere l’Etna dalla “Terra delle Aci” | Blog dei Viaggi Transfeero

Sicilia: vivere l’Etna dalla “Terra delle Aci”

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Se nei vostri piani estivi c’è una vacanza in Sicilia, sull’Etna, ma non volete sostenere le spese esagerate dei classici luoghi del turismo – come Taormina, Giardini o Catania – indirizzatevi verso le Aci, un distretto ancora poco conosciuto, nella sua interezza, sebbene certamente avrete sentito nominare (e visitato) alcuni centri. Acireale, Aci Trezza … sono nomi ormai famosi. Ma sapevate che fanno entrambe parte di un’area molto più ampia dove almeno altre sette cittadine portano come nome “Aci”? Vi portiamo a conoscerle con i nostri mezzi di trasporto, taxi o navetta con autista, prelevandovi direttamente dai principali aeroporti siciliani, Catania Fontanarossa (CTA) oppure Palermo Falcone Borsellino (PMO). Catania è lo scalo più vicino, infatti dista solo 20 km dalle Aci. Facendo base in uno di questi paesini, avrete l’Etna a portata di mano (meno di un’ora di macchina per raggiungerlo) e prezzi contenuti per vitto e alloggio.

Perché si chiama Terra delle Aci?

Sono tanti i misteri legati a questo nome che coinvolge un insieme di cittadine e villaggi con lo stesso nome. Due spiegazioni tentano di dare un senso alla parola “Aci” – che si lega, in questi luoghi, anche al mito del giovane pastore greco Akis innamorato della ninfa del mare, Galatea, e ucciso senza pietà dal ciclope Polifemo (come narra Ovidio) – ed entrambe hanno un filo conduttore: l’epoca dell’Impero Romano. Pare infatti che furono i Romani a battezzare queste terre “Aquis” per la ricca presenza di torrenti e falde acquifere, il più importante dei quali è un fiume sotterraneo chiamato appunto Aquis. Secondo altre spiegazioni, invece, questa era la terra di un nobile console chiamato Aquilio, proprio perché concedeva volentieri le sue ricche acque anche ai vicini. Da Aquis, o da Aquilio, il passo ad Akis e poi Aci è davvero breve. In mezzo si insinua anche un nomignolo arabo, Al Jag, dal quale potrebbe derivare comunque Jagi e poi Aci.

Nel medioevo, queste terre videro nascere diversi centri abitati, gravitanti tutti intorno alla città più grande, chiamata Aquilia. Fu soltanto quando, nel XVII secolo, le periferie si distaccarono dal centro che nacquero “le nove Aci”, giunte fino ai nostri giorni. Ognuno di questi paesini ha qualcosa di bello da raccontare e uno stile di vita tradizionale, tranquillo e accogliente. Trovare un B&B in una delle Aci vi permetterà di avere una comoda base per le vostre escursioni verso l’Etna o… perché no?… verso il mare.

Acireale

Il nucleo da cui tutto ha avuto inizio è Aquilia, che nel tempo ha cambiato nome diventando Aquium, o Acium. Il re spagnolo Filippo IV, nel 1642, volle premiarne gli abitanti per la loro fedeltà durante la guerra e così nominò la città “possedimento regale”, Acium Regale… oggi Acireale.

Questo è il centro più grosso tra le Aci, conta infatti circa 51.000 abitanti. Il suo centro è una bomboniera di architettura barocca, con spettacolari chiese e palazzi che ricordano la ricostruzione dopo il drammatico sisma del 1693. Piazza Duomo è il cuore della città: qui si affacciano la bellissima Cattedrale con i due campanili, la vicina basilica dei Santi Pietro e Paolo e il Municipio. Non lontano, ecco la basilica di San Sebastiano con una facciata in pietra bianca finemente scolpita e la vicina Via Dafnica ricca di balconi barocchi.

Vale la pena ammirare il giardino panoramico Villa Belvedere, situato all’altro capo del Corso Umberto, che dal Duomo porta verso la zona nord, e il Cammino delle Chiazzette – in fondo alla Via Romeo – un percorso a zig-zag costruito quattrocento anni fa che discende la collina di lava fino al mare. Venite ad Acireale in agosto per ammirare i meravigliosi carri del carnevale estivo, che ricorda la grande festa di febbraio, il Carnevale Più Bello di Sicilia.

Tra le tante frazioni che questo esteso comune conta, nella propria municipalità, si trova anche il paesino di Aci Platani, raccolto intorno alla barocca chiesa del Carmelo, e famoso per una spettacolare sacra rappresentazione dedicata all’Arrivo dei Re Magi, il 6 gennaio.

Le Aci della collina

Praticamente unite ad Acireale, anche fisicamente, le cittadine di Aci Catena e Aci Sant’Antonio si spingono fin sulle colline che circondano la città più grande.

Aci Catena vanta chiese bellissime legate al periodo barocco, come la Chiesa Madre e la chiesa di Santa Lucia. Quest’ultima è situata in un quartiere che un tempo si chiamava Aci Santa Lucia ed era un villaggio a se stante. Cuore della vita culturale cittadina è l’elegantissimo Palazzo dei Principi Riggio, situato alle spalle della Chiesa Madre. Poco fuori l’abitato sorge la frazione di Aci San Filippo che vanta una delle chiese più antiche del comprensorio, certamente “la prima parrocchia delle Aci”.

Aci Sant’Antonio è raccolta intorno a tre bellissime chiese barocche in pietra bianca, Sant’Antonio Abate, San Michele, San Biagio ma è famosa per i suoi artigiani che ancora oggi costruiscono e dipingono carretti siciliani secondo la antica tradizione. Esiste anche un Museo del Carretto che i turisti adorano in modo particolare. Le tre frazioni di Aci Sant’Antonio (Santa Maria La Stella, Lavinaio, Monterosso) sono già pendici dell’Etna e i panorami che offrono del vulcano, specie durante le eruzioni, sono unici. Da visitare la grande area verde del Bosco di Aci.

Aci Bonaccorsi: la Piccola Svizzera Siciliana

Un discorso a parte merita questo paesino di 3000 abitanti che si annida tra le verdi colline, a sud delle altre Aci. Viene chiamato la “Piccola Svizzera” perché al contrario di molti altri centri siciliani vanta un ordine e una pulizia molto rigorosi. Il centro è aperto, arioso, con una vista unica sull’Etna che appare tra la chiesa Madonna dell’Indirizzo e il Palazzo Cutore. Ben due parchi fiancheggiano la grande piazza e l’intero paese è composto da villette, giardini, aiuole, decorazioni floreali. Gli unici “monumenti” di Aci Bonaccorsi sono i tanti piccoli altari votivi sparsi nel territorio… ma il paese è in se stesso un monumento: un inno alla cura e all’attenzione verso l’ambiente e chi lo vive.

Le Aci a mare

Aci Castello è un delizioso centro raccolto intorno a un enorme castello di lava, costruito in epoca normanna per proteggere la costa dagli attacchi nemici. Il castello domina la piazza e la scogliera sottostante, sfidando le onde di un mare bellissimo e inquieto. Famosa frazione di questo comune è Aci Trezza … proprio la “Trezza di Verga” e dei Malavoglia, della quale vi abbiamo già parlato raccontandovi della spettacolare tradizione de “U Pisci a Mari”. Ad Aci Trezza si possono ammirare anche un museo dedicato al cinema e alla letteratura, il museo Casa del Nespolo, e una antica torretta fortificata letteralmente “nascosta” tra le case del centro. Vanto di Aci Trezza e anche del comune di Aci Castello è però lo storico cantiere navale Rodolico – patrimonio della Regione Sicilia.

Aeroporti nelle vicinanze

Scritto da

Grazia Musumeci

Born in Catania, I have a PhD in Foreign Languages ​​and have been working as a translator, web writer, and web data/content editor in the publishing and tourism sectors since 1999. In addition to Italian, I speak fluent English (advanced level) and have a good knowledge of French and Spanish. I also have a quite good knowledge of German. In my spare time, I enjoy writing, taking photos and ...trying to learn Arabic!

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