Sicilia: caccia all’ “uomo-pesce” di Aci Trezza | Blog dei Viaggi Transfeero

Sicilia: caccia all’ “uomo-pesce” di Aci Trezza

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Se vi trovate in Sicilia orientale nel mese di giugno, e in particolare il giorno 24, dimenticate tutto per ventiquattro ore e regalatevi emozioni potentissime e uniche, assistendo alla manifestazione chiamata “U Pisci a Mmari” (il Pesce a Mare). Si tratta di una pantomima spettacolare che riproduce una caccia cruenta all’ “uomo-pesce”, ripetendo gesti e rituali che i pescatori compiono veramente quando vanno alle battute di pesca del pesce spada. Il tutto si svolge ad Aci Castello, per la precisione nel famoso borgo di Aci Trezza celebrato anche dalla letteratura italiana (“I Malavoglia” di Giovanni Verga), e apre ufficialmente la festa del locale patrono San Giovanni Battista. Aci Trezza dista appena 20 km dall’ Aeroporto Catania Fontanarossa (CTA) e in poco più di mezz’ora di viaggio, a bordo di uno dei nostri comodi veicoli con autista, arriverete a destinazione in tempo per trovare la postazione migliore per le foto.

Aci Trezza tra storia e leggenda

Nati liberi, godevamo sino all’anno 1795 i nostri magistrati amministrativi e giudiziari. Non sappiamo come ne’ tempi che la feudalità cominciava ad abbattersi bisognammo ridurci per opera dell’ex barone quartiere d’un’altra popolazione . Con questo esposto gli abitanti di Aci Trezza rivendicavano la propria indipendenza nel 1820, maledicendo il momento del loro accorpamento alla vicina Aci Castello! Questa fierezza si legge e si sente ancora oggi nella gente del posto che non può dimenticare di essere stata parte di un sogno elegante … fu infatti il Principe Riggio, nel XVI secolo, a costruire qui un porto per dare alle proprie terre etnee uno sbocco commerciale in mare.

Aci Trezza è porto da sempre. E proprio intorno alla sua tradizione peschereccia nasce il romanzo di Giovanni Verga, nel 1881, dedicato a una famiglia di pescatori locali … i Toscano “detti I Malavoglia”. Ancora oggi molti turisti italiani vengono qui per vivere da vicino quei luoghi studiati sui libri di scuola. Ma Aci Trezza – il cui nome deriva da “laterizio” data la massiccia presenza di argille nel terreno – è anche luogo di leggenda! Si narra infatti che i suoi tre faraglioni siano i massi che il gigante Polifemo lanciò per fermare le navi di Ulisse, come descrive Omero nell’Odissea. Si narra anche (e i dati scientifici lo confermano) che qui sia nato l’Etna, mezzo milione di anni fa, emergendo dalle profondità del mare. Ecco perché il borgo viene anche chiamato “culla dell’Etna”.

Sia nella storia che nella leggenda, la pesca ritorna come elemento portante della vita stessa di “Trezza”. E in particolare, la pesca del pesce spada … nella quale gli abitanti del borgo sono specializzati. Ecco perché, nel giorno della festa più importante del paese, proprio il pesce spada diventa protagonista.

Chi catturerà l’Uomo-Pesce?

Il tradizionale rito che apre la festa di San Giovanni Battista inizia nel primo pomeriggio, quando i marinai del posto vanno a prendere il capo – il “raìs” – a casa per portarlo sullo scoglio da dove dirigerà le operazioni.

Una volta pronto il raìs, escono le barche alla ricerca del pesce spada, impersonato da un giovane uomo. Le barche sono colorate e adorne di nastri e fiori e tra tutte sarà una sola a condurre veramente la “caccia”. Armati di arpioni e ganci (finti naturalmente), gli uomini inseguiranno per tutto lo specchio d’acqua davanti al molo il giovane nuotatore. Verrà catturato e issato a bordo più volte, ma fuggirà. Verrà anche arpionato e tagliuzzato (sempre per finta!) un paio di volte, ma fuggirà ancora. Tra canti, invocazioni e rituali antichi, perfino il raìs infine si getterà in mare per cercare di catturare il vivace “Uomo-Pesce”… ma questi sparirà dalla vista di tutti per sorprenderli, nell’ultimo atto, con un “colpo di coda” che farà rovesciare la barca!

Terminata la rappresentazione (VIDEO QUI), il paese abbandona per un attimo l’atmosfera festosa e si raccoglie in preghiera intorno al proprio santo. La festa riprenderà poi, di sera, con la processione e i fuochi d’artificio.

Dai pescatori ai mastri d’ascia

Dopo aver ammirato la bravura dei pescatori e dei marinai di Trezza, spostatevi solo di pochi metri rispetto al molo centrale e andate a conoscere il Cantiere Rodolico.

Questo storico capanno che ospita – fin dal XVIII secolo – generazioni di “maestri d’ascia” in grado di creare ogni tipo di imbarcazione con il legno, è ancora oggi utilizzato dai loro discendenti, la famiglia Rodolico. Il capofamiglia, Mastru Turi, è entrato insieme alla sua arte nel registro dei beni culturali storici della Regione Sicilia perché ultimo rappresentante di un mestiere antichissimo. Insieme ai suoi figli e ad alcuni volontari, il signor Turi …nonostante l’età avanzata… accoglie ancora i visitatori e mostra loro come si crea una barca dal nulla.
Nel cantiere lavora anche una pittrice che decora le barche – grandi, per la navigazione, e piccole, per souvenir turistico – con i classici motivi geometrici e simbolici che si ritrovano anche sui carretti siciliani.

Conoscere la “Culla dell’Etna”

Aci Trezza, la “culla dell’Etna”, vi piacerà. E vi piacerà anche la vicina Aci Castello. Non fermatevi solo alla festa, esplorate la chiesa di San Giovanni, la nascosta Torre dei Faraglioni mimetizzata tra le case, la Casa del Nespolo che ospita anche un mini museo del cinema, l’Isola Lachea che sorge accanto ai faraglioni e si raggiunge con pochi minuti di barca. Visitate il castello normanno di Aci Castello e spingetevi fino alle piazze barocche della vicina Acireale.

E se vi state chiedendo come mai questo nome, Aci, ricorra tanto spesso sappiate che un tempo tutta questa porzione di costa era un unico feudo romano, il “feudo delle acque” (Aquis) da cui Aci. I più romantici potranno anche associarlo alla triste storia d’amore del pastore greco Aci e della semidea Galatea, separati dalla crudeltà dell’uomo e uniti per sempre dagli dei e… di nuovo… dall’acqua!

Se volete provare un’emozione straordinaria, prenotate un giro in barca al largo del borgo. Poco più in là dei faraglioni, finalmente, oltre la collina apparirà la cima dell’Etna che, purtroppo, dal centro di Aci Trezza non si vede. Per raggiungere il vulcano, da qui, bisogna considerare un viaggio di circa 50 minuti e certamente vale la pena farlo. Chi invece volesse trascorrere qualche ora a Catania, potrà farlo con ogni mezzo dato che la città dista da Aci Trezza solo 10 km (più o meno un quarto d’ora di viaggio).

Aeroporti nelle vicinanze

Scritto da

Grazia Musumeci

Born in Catania, I have a PhD in Foreign Languages ​​and have been working as a translator, web writer, and web data/content editor in the publishing and tourism sectors since 1999. In addition to Italian, I speak fluent English (advanced level) and have a good knowledge of French and Spanish. I also have a quite good knowledge of German. In my spare time, I enjoy writing, taking photos and ...trying to learn Arabic!

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