È tempo di vivere il Día de los Muertos in Messico | Blog dei Viaggi Transfeero

È tempo di vivere il Día de los Muertos in Messico

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Stanchi del “solito” Halloween o delle monotone tradizioni cattoliche dedicate ai Santi e ai defunti? Se è così, quest’anno prenotate un viaggio in Messico nel periodo in cui queste tre celebrazioni si intrecciano. C’è qualcosa di davvero unico nel modo in cui questo Paese onora i defunti; va ben oltre il mix ormai consueto di zucche di derivazione celtica e commemorazioni cattoliche. Si tratta, invece, di rituali oscuri e misteriosi che aggiungono un livello di emozione del tutto nuovo. In Messico, questa ricorrenza è chiamata Día de los Muertos (Giorno dei Morti) — ma non si limita a un solo “día” (giorno); ne comprende tre, a partire dal 31 ottobre fino al 2 novembre, tra teschi, spettri e crocifissi. Dove, esattamente? È proprio quello che scoprirete.

La tradizione “india” che ha resistito

Il Messico è una terra in cui decine di culture distinte si sono intrecciate — inclusa, più di recente, quella degli Stati Uniti, portata dall’afflusso di immigrati dal famoso vicino settentrionale. Prima ancora, il cristianesimo — e il cattolicesimo in particolare — aveva lasciato un segno indelebile nella cultura locale. E molto tempo prima di tutto ciò, erano le culture indigene a dominare. Il filo conduttore che unisce ogni cosa durante questa settimana di fine ottobre è la morte. Gli spettri di Halloween si fondono con le anime dei santi della tradizione cattolica, che a loro volta si intrecciano con i rituali di sacrificio umano delle tribù precolombiane, da sempre associati a teschi, ossa e magia oscura. Eppure, in Messico, questo insieme di riti macabri assume un volto nuovo, fatto di colori vivaci e musica allegra.

Día de los Muertos: in cosa consiste questa festa?

Il Día de los Muertos, o Giorno dei Morti, è una celebrazione messicana colorata e ricca di significato, dedicata a onorare familiari e amici che non ci sono più. Si festeggia principalmente l’1 e il 2 novembre, sebbene i preparativi abbiano spesso inizio con diversi giorni di anticipo. Poiché il periodo dei festeggiamenti ha inizio il 27 o il 28 ottobre, esso finisce naturalmente per includere anche Halloween.

Lungi dall’essere un’occasione triste, il Día de los Muertos è un momento gioioso in cui le famiglie ricordano i propri cari e celebrano le vite che hanno vissuto. È per questo che i colori e la musica sono i veri protagonisti dell’evento. Una delle tradizioni più importanti consiste nel creare un’“ofrenda”, ovvero un altare, all’interno delle case o nei cimiteri. Le famiglie decorano questi altari con fotografie dei defunti, candele, fiori e oggetti che richiamano la persona cara. I fiori di calendula, noti come “cempasúchil”, rivestono un ruolo di particolare importanza: si ritiene infatti che il loro colore vivace e il loro profumo intenso aiutino a guidare gli spiriti verso le proprie famiglie.

Anche il cibo gioca un ruolo fondamentale nella celebrazione. Spesso le famiglie preparano i piatti preferiti dei propri cari e li depongono sull’altare. Un elemento tipico è il “pan de muerto”, un pane dolce decorato con forme che richiamano le ossa. Tra gli altri cibi tradizionali figurano i tamales, il mole, la frutta e la cioccolata calda. È inoltre consuetudine decorare il proprio volto con disegni colorati ispirati alle “calaveras”, ovvero i teschi. La celebre figura della Catrina — uno scheletro elegante che indossa abiti raffinati — è diventata uno dei simboli più noti di questa ricorrenza. In molte città, la popolazione partecipa a sfilate, accompagnate da musica, danze e festeggiamenti pubblici.

Il Día de los Muertos a San Miguel de Allende

La celebrazione più bella e famosa del Día de los Muertos ha luogo in una splendida cittadina dello stato di Guanajuato: San Miguel de Allende . Ogni anno, il centro storico della città si trasforma in una vivace festa dedicata alla memoria, alla famiglia e alle vite dei propri cari che non ci sono più.

In tutta San Miguel, strade, abitazioni, hotel e spazi pubblici vengono decorati con le ofrendas (altari votivi). Queste suggestive composizioni includono spesso fotografie, candele, cibo, il tipico pan de muerto e fiori di cempasúchil (tagete) dal vivace colore arancione. I fiori e le candele hanno il compito simbolico di guidare gli spiriti dei defunti verso casa. I visitatori possono prendere parte a queste tradizioni, ma è importante ricordare che si tratta di momenti sacri per le famiglie: è dunque fondamentale vivere l’evento con rispetto e delicatezza.

La città di San Miguel arricchisce inoltre la ricorrenza con una spettacolare dimensione pubblica, offrendo musica, teatro, laboratori, arte, proiezioni cinematografiche all’aperto, esposizioni di altari e il celebre “Desfile de Muertos y Catrinas”. La parata è solitamente prevista per il 2 novembre e si snoda attraverso diversi punti del centro storico. Quest’anno, il corteo dovrebbe partire da via Del Cardo per arrivare al Jardín Principal, dove Catrinas dai costumi elaborati, musicisti e ballerini si esibiranno insieme.

In definitiva, il Día de los Muertos a San Miguel de Allende è molto più di un festival colorato: è una celebrazione del ricordo e del legame profondo, in cui il passato diventa parte del presente e l’intera città si unisce per onorare la vita, l’amore e la famiglia.

Altri festival del Día de los Muertos…

San Miguel non è l’unico luogo in cui il Día de los Muertos viene celebrato con grande fervore. Molte altre località messicane competono per attirare visitatori in questo periodo.

Se cercate la vita notturna più vivace, Oaxaca è la meta ideale. Qui i festeggiamenti si animano tra ballerini mascherati, musica, figure giganti, disegni realizzati con la sabbia, cimiteri addobbati e ofrendas familiari colme di dolci. Anche la vicina Santa Cruz Xoxocotlán è rinomata per la sua veglia nei cimiteri, illuminata dalla luce delle candele. Nei dintorni del lago di Pátzcuaro, le comunità Purépecha celebrano un particolare “Día de los Muertos” (Giorno dei Morti) con danze vivaci e cene, in particolare in località come Tzintzuntzan. Mixquic, situata nella zona sud-orientale di Città del Messico, è celebre per la sua “Alumbrada”: in questa occasione, il cimitero si riempie di candele mentre le famiglie commemorano i propri defunti.

Pomuch, invece, è nota per i suoi rituali di tradizione maya: qui, in vista del Día de Muertos, le famiglie puliscono e avvolgono nuovamente le ossa dei propri cari defunti, accompagnando il gesto con l’offerta di cibo e altri doni.

Come raggiungere San Miguel

L’aeroporto più vicino è l’Aeroporto di Querétaro, che dista circa 75 chilometri; in alternativa, si può optare per l’Aeroporto di León/Guanajuato (BJX), situato a circa 95 chilometri da San Miguel de Allende. Tuttavia, la maggior parte dei turisti atterra direttamente all’Aeroporto Internazionale di Città del Messico (MEX).

Se arrivate da Città del Messico, distante 269 km, potete scegliere di viaggiare in autobus a lunga percorrenza, con un’auto a noleggio o tramite un trasferimento privato. Un trasferimento privato con autista rappresenta la soluzione ideale, garantendovi un viaggio comodo e senza stress, della durata di circa tre-quattro ore.

Una volta arrivati, scoprirete che il centro storico è raccolto e facile da esplorare a piedi; molte attrazioni, ristoranti, negozi e hotel sono infatti raggiungibili comodamente passeggiando. Se però desiderate seguire tutti gli eventi legati alle celebrazioni, vi consigliamo di affidarvi al vostro comodo trasferimento privato con autista: il nostro servizio vi offrirà la qualità che state cercando.

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Scritto da

Grazia Musumeci

Born in Catania, I have a PhD in Foreign Languages ​​and have been working as a translator, web writer, and web data/content editor in the publishing and tourism sectors since 1999. In addition to Italian, I speak fluent English (advanced level) and have a good knowledge of French and Spanish. I also have a quite good knowledge of German. In my spare time, I enjoy writing, taking photos and ...trying to learn Arabic!