Da Yerevan si vedono i vulcani. Il panorama di questa città, la più grande dell’Armenia nonché la sua capitale, include infatti anche le due cime perennemente innevate degli Ararat (Grande Ararat e Piccolo Ararat), due antichi vulcani dormienti che creano così una scenografia affascinante. Le cime dell’Ararat sono famose anche perché vengono citate nella Bibbia: sarebbe qui che l’Arca di Noé trovò il suo approdo alla fine del diluvio! E da Yerevan questo spettacolo storico-naturalistico è sempre visibile. Ma oltre alle montagne, la capitale armena offre altre splendide visioni: la grandiosa cascata di pietra, la guglia del Museo del Genocidio, la statua gi-gante (22 metri) della Madre Armenia, la Torre della TV, i templi … . Scoprirla, in maggio, sarà un piacere.
Erevan o Yerevan?
Troverete spesso il nome della capitale armena scritto in modo diverso. Erevan è la versione più diffusa, ma anche la trascrizione della pronuncia russa – cioè “Yerevan” – è accettata sulle mappe. Come centro abitato esiste dal quarto millennio avanti Cristo ma la sua storia è tormentata e ha conosciuto solo due periodi di ricchezza e stabilità: la dominazione iraniana (XVI-XVIII secolo) e quella sovietica (XIX-XX secolo). Il genocidio e le deportazioni inflitte agli armeni nel corso dei secoli hanno periodicamente fatto cadere la capitale nel degrado. Oggi tuttavia ha trovato una sua nicchia fortunata e pare sia sempre più apprezzata come meta turistica.
Per raggiungere Yerevan si atterra all’ Aeroporto Internazionale Yerevan Zvartnots (EVN) che dista soltanto 12 km dal centro ed è ben servito da trasporti pubblici e privati. Per gli itinerari, affidatevi ad agenzie che propongono servizi di chauffeur e guida, perché le strade armene sono difficili e a volte occorrono ore per coprire pochi chilometri.
Yerevan e la storia
Prima di iniziare qualsiasi itinerario a Yerevan, fermatevi a conoscere la storia triste dell’Armenia. È fondamentale per capire le opere e i luoghi che ammirerete in seguito. Partite quindi da Piazza della Repubblica e dal Museo Storico, per leggere la vita millenaria della na-zione e della città; trasferitevi poi al Museo del Genocidio al quale è collegato un grandioso monumento, con una guglia e con al centro una fiamma sempre accesa.
Visitando il Parco della Vittoria, non potrete non fermarvi ai piedi della gigantessa armata di spada che sembra sfidare ogni destino con coraggio: è la statua di Madre Armenia!
Includete nel vostro tour anche il seicentesco Ponte Rosso e la Piazza Aznavour, dedicata al fa-moso cantautore franco-armeno. La piazza è decorata con una maestosa fontana “dello Zodiaco” ed è circondata da locali, ristoranti e negozi che offrono anche una movida vivace.
Religione e natura
Cuore del cristianesimo armeno è la chiesa cattedrale di San Sargis. La chiesa è maestosa e presenta una facciata animata da forme geometriche, mentre l’interno è severo e spoglio ma altrettanto grandioso. Più vivace, invece, la Moschea Blu che conserva ancora l’ultimo minareto (su quattro) dagli spettacolari mosaici, all’ombra di una cupola che sembra quasi barocca, tanto spicca la pomposità dei decori dorati.
La città, nonostante i quasi due milioni di abitanti, ha molti spazi aperti e verdi. Tra questi sicuramente il più bello è il Parco Erebun che si estende per 17 ettari e ospita anche un lago artificiale. Il Parco Inglese e il Parco degli Amanti completano lo scenario insieme al Parco della Vittoria. Si possono considerare parte del “verde di Yerevan” anche le vicine riserve di Khosrov e dei Monti Ghegam. Mentre occorre un’ora e mezza di macchina per raggiungere le sponde dell’immenso lago Sevan, a 82 km dalla capitale.
Nonostante sia il simbolo della città – e visibile da ogni angolo – il vulcano dell’Ararat si trova a oltre 500 km da Yerevan e si raggiunge in 10 ore di viaggio su strada.
Cascade
Cascade, o la Grande Cascata, è il monumento forse più famoso di Yerevan. Situata in centro, questa gigantesca scalinata si eleva fino alla cima di una collina di 400 metri formando, insieme alle strutture costruite in seguito, un anfiteatro aperto sulla sagoma del Monte Ararat. Progettata negli anni Venti da Alexander Tamanyan fu realizzata soltanto nel 1980 dagli architetti Jim Torosyan, Aslan Mkhitaryan e Sargis Gurzadyan.
Distrutta in parte dalle battaglie post crollo dell’URSS e da diversi terremoti, fu completata nel 2002 sebbene ancora necessiti di ritocchi che dovrebbero ultimarne il progetto. La cascata di gradini di pietra bianca comprende anche dei piccoli giardini pensili e diverse strutture didattiche e culturali nel sottosuolo, come ad esempio il Centro per le Arti Cafesjian. Non mancano ristoranti, bar e perfino locali per concerti. Si può salire verso la cima usando direttamente le grandi scale di pietra esterne o tramite le moderne scale mobili situate al suo interno.
Perché andare a maggio
Perché andare a maggio proprio a Yerevan? In fondo questo è un mese molto “politico” per l’Armenia e i festival che si svolgono dal 1° al 28 maggio sono tutti legati all’indipendenza, alla repubblica e al parlamento. Tuttavia, l’aria festosa che questi festival portano in città si fonde spesso con eventi culturali e artistici da non perdere. E poi, in maggio l’Armenia si riempie di colori, profumi e sapori, con una primavera dal clima quasi estivo che favorisce anche le degustazioni.
